Blog · 28 settembre 2026
La settimana IT — falla critica in WordPress sfruttata in poche ore, l'oro nascosto nei PC buttati rilancia il ricondizionato, e la ricerca di Windows diventa più veloce
Ottava uscita del Blog Vikast: il punto sulle news IT della settimana, uno sguardo al mondo ricondizionato e un consiglio pratico da usare subito. Si comincia.

📰 Le news della settimana: falla critica in WordPress, sfruttata poche ore dopo la patch

Il 22 settembre WordPress ha rilasciato la versione 7.1.2, che corregge CVE-2026-87902 — una falla critica con un punteggio di 9,2 su 10 nella scala CVSS, quella con cui si misura la gravità delle vulnerabilità informatiche. Il problema riguarda una funzione del cuore di WordPress che decide quale modello grafico usare per mostrare una pagina (get_page_template()): sfruttandola, un aggressore senza alcun account sul sito riesce a far leggere al server un file PHP a sua scelta, aprendo la strada all'esecuzione di comandi da remoto. La correzione è stata retroportata fino alla versione 4.7 — un'installazione del 2016 — segno di quanti anni la falla fosse rimasta lì, inosservata.
I ricercatori che monitorano gli attacchi in tempo reale segnalano che i primi tentativi sono partiti alle 17:44 UTC del 22 settembre — meno di 5 ore dopo la pubblicazione della patch — e che il traffico malevolo verso i siti WordPress è aumentato di 10 volte nel giro di un giorno. Gli attaccanti sono passati rapidamente dalla semplice ricognizione (verificare quali siti sono ancora vulnerabili) alla scrittura di file sul server capaci di eseguire comandi — il passo che trasforma una falla teorica in un sito davvero compromesso.
Il punto per chi ha un sito WordPress in azienda — vetrina, blog o e-commerce — e non ci pensa più di tanto ogni giorno: la finestra fra "patch disponibile" e "exploit in giro" oggi si misura in ore, non in settimane. Se il sito è gestito da un fornitore esterno, la domanda giusta da fare questa settimana è una sola: "siamo già sulla 7.1.2?". Se lo si gestisce da soli, meglio controllare la versione da Bacheca → Aggiornamenti e, se possibile, tenere attivi gli aggiornamenti automatici del core.
♻️ Mondo ricondizionato: l'oro nascosto nei circuiti che finiscono nella spazzatura

Dentro ogni scheda madre, ogni scheda video, ogni case di un vecchio PC c'è oro vero — insieme a rame e altri metalli usati nei contatti elettrici perché conducono meglio di quasi ogni altro materiale. Negli Stati Uniti alcune startup specializzate nel recupero di questi metalli dai rifiuti elettronici stanno guadagnando fino a 85.000 dollari al giorno con impianti completamente automatizzati: la più nota, Mint Innovation, separa i metalli preziosi dalla plastica e dagli altri materiali di scarto delle schede elettroniche.
Il numero che dà la misura del fenomeno è quello stimato per l'intero pianeta: nei circuiti elettronici abbandonati nel mondo ci sarebbero fra i 55 e i 60 miliardi di dollari di metalli preziosi ancora da recuperare — schede che finiscono in discarica invece che in un impianto di trattamento certificato, portandosi via un valore che nessuno incassa.
Ecco perché, quando un PC o un notebook aziendale arriva a fine vita, l'ordine giusto è sempre lo stesso: prima verificare se può ancora funzionare per qualcun altro — il ricondizionato recupera il 100% del valore del dispositivo, non solo la piccola frazione di metalli che se ne può estrarre — e solo quando davvero non è più recuperabile, portarlo a uno smaltimento certificato, che prima cancella in modo sicuro e verificabile i dati che contiene e poi ne recupera i materiali. Buttarlo nel bidone sbagliato, o lasciarlo dimenticato in un cassetto, significa perdere entrambe le cose.
🪟 Il tip Windows: la ricerca in "Questo PC" diventa più veloce

Microsoft ha confermato, nel blog ufficiale per gli Insider di Windows 11, che la ricerca file avviata da "Questo PC" in Esplora File adesso si basa sull'indice di sistema — lo stesso usato quando si cerca dalla schermata Home di Esplora File — invece di scandagliare le cartelle in tempo reale una per una. Il risultato pratico: le ricerche partite da "Questo PC" sono molto più rapide, e restituiscono risultati coerenti con quelli che si vedono cercando da Home.
La novità sta arrivando nei canali Insider (Beta, Experimental, Release Preview) insieme ad altri interventi sul menu del tasto destro — incluso un breve tutorial la prima volta che lo si apre, e la possibilità di disattivarne del tutto la personalizzazione dalle impostazioni — prima di arrivare, nelle prossime settimane, a tutti con l'aggiornamento di settembre.
Il consiglio pratico, utile fin da subito su qualunque PC Windows 11 — specie un ricondizionato appena arrivato, dove non si sa cosa il proprietario precedente avesse escluso — è che la velocità della ricerca dipende da cosa Windows tiene indicizzato. Da Impostazioni → Privacy e sicurezza → Ricerca in Windows, si può controllare quali cartelle sono incluse nell'indice e aggiungere quelle usate di più (documenti di lavoro, cartelle di rete o dischi secondari): se una cartella non è indicizzata, la ricerca resta lenta anche con la novità in arrivo. Alla prossima settimana! 🚀