Blog · 21 settembre 2026
La settimana IT — falla critica sfruttata nel gateway email di Cisco, l'iPhone 18 più caro rilancia il ricondizionato, e Windows 11 stringe i permessi di fotocamera e microfono
Settima uscita del Blog Vikast: il punto sulle news IT della settimana, uno sguardo al mondo ricondizionato e un consiglio pratico da usare subito. Si comincia.

📰 Le news della settimana: falla critica nel gateway email Cisco, già sotto attacco

Il 15 settembre Cisco ha reso pubblica una vulnerabilità critica nel suo Secure Email Gateway (SEG) — l'apparato, fisico o virtuale, con cui molte aziende ed enti filtrano la posta indesiderata e gli allegati pericolosi prima che arrivino nelle caselle dei dipendenti. CVE-2026-76461 nasce da una validazione insufficiente nella logica che analizza i messaggi in arrivo: basta un'email costruita ad arte, con istruzioni SQL nascoste nel testo, per far eseguire al sistema comandi con privilegi root — il controllo completo della macchina che dovrebbe proteggere la posta, non quello di un singolo account.
La falla colpisce ogni configurazione, sulle appliance fisiche come su quelle virtuali, e Cisco ha confermato che gli attacchi sono già in corso. Lo stesso giorno della segnalazione, l'agenzia americana CISA ha inserito la vulnerabilità nel proprio catalogo delle falle sfruttate attivamente, imponendo alle agenzie federali statunitensi la scadenza del 17 settembre per applicare la patch — già passata, segno di quanto stretta sia la finestra di rischio per chi non ha ancora aggiornato.
Chi gestisce un Cisco Secure Email Gateway deve aggiornare subito al software corretto, controllare i log di posta alla ricerca di istruzioni SQL sospette nei messaggi ricevuti, e verificare i log di rete per trasferimenti verso indirizzi esterni sconosciuti. Vale la pena ricordarlo anche a chi pensa che il filtro antispam sia "roba che gestisce il provider": un apparato di sicurezza compromesso è peggio di nessun apparato, perché nessuno si aspetta l'attacco proprio da lì.
♻️ Mondo ricondizionato: con l'iPhone 18 più caro e i chip di memoria ancora in crisi, il ricondizionato conviene più che mai

Il 18 settembre gli iPhone 18 Pro e Pro Max sono arrivati nei negozi italiani — presentati da Apple il 9 settembre, preordinabili dal 12 — a partire da 1.489 euro per il Pro e 1.639 euro per il Pro Max. Numeri che salgono ancora con il pieghevole iPhone Duo, atteso da fine ottobre: 2.369 euro per la versione da 256 GB, fino a 3.869 euro per quella da 2 TB.
Non è un rincaro isolato di un singolo prodotto: dietro c'è la crisi dei chip di memoria che il settore chiama ormai "RAMaggedon". I data center per l'intelligenza artificiale assorbono fino al 70% della produzione mondiale di RAM, e secondo l'analista TechInsights i prezzi di DRAM e NAND sono quadruplicati nell'ultimo anno. L'effetto si vede già nei numeri: secondo IDC le spedizioni globali di PC nel secondo trimestre 2026 sono calate del 4,9% (a 68,2 milioni di unità), il primo calo dopo oltre due anni di crescita ininterrotta — e la stessa IDC prevede che la carenza di memorie non si risolverà prima dell'inizio del 2028, con ulteriori rincari sui dispositivi nuovi fino al 2027.
Per chi in azienda deve rinnovare qualche postazione, o per chi in privato aspettava il momento giusto per cambiare telefono o PC, il calcolo cambia: un dispositivo ricondizionato non paga il sovrapprezzo dei chip di memoria di oggi, perché la sua componentistica è stata prodotta — e pagata — anni fa. Con i prezzi del nuovo destinati a salire ancora fino al 2027, la distanza tra comprare ricondizionato e comprare nuovo, già oggi netta, è destinata ad allargarsi ulteriormente.
🪟 Il tip Windows: fotocamera, microfono e posizione, un interruttore per ogni app

Microsoft sta testando su Windows 11 Insider una novità importante per la privacy: oggi l'accesso di fotocamera, microfono e posizione per le app desktop tradizionali (quelle non scaricate dal Microsoft Store) è governato da un unico interruttore generale, valido per tutte insieme. Con la novità in arrivo — build Insider 26340.9233 — ogni app avrà il proprio interruttore dedicato, esattamente come già succede da anni per le app dello Store.
Il vantaggio è concreto: oggi, se un'app desktop chiede l'accesso alla webcam e lo si concede, quell'autorizzazione finisce per valere anche per programmi che magari non si userebbero mai per una videochiamata. Con i permessi separati per app, si potrà negare l'accesso alla fotocamera a un programma e lasciarlo attivo solo per quello che davvero se ne serve.
Nel frattempo, il controllo che si può già fare oggi su qualunque PC Windows 11 — utile ricontrollarlo su un ricondizionato appena arrivato, che ha avuto un utilizzatore precedente — è in Impostazioni → Privacy e sicurezza → Fotocamera (o Microfono, o Posizione): lì si vede subito quali app hanno il permesso attivo, e si toglie in un clic quello che non serve più. Due minuti spesi bene. Alla prossima settimana! 🚀
Fonti
- BleepingComputer — New Cisco Secure Email zero-day exploited to execute commands as root
- ANSA — Ternus con nuovi iPhone18, spinta sulle funzionalità IA
- ANSA — Apple, sciopero nazionale personale negozi il 18 settembre contro precariato
- ANSA — Da smartphone a pc l'IA fa salire i prezzi e taglia le scorte, è 'RAMaggedon'
- ANSA — La crisi dei chip frena il mercato dei Pc, in calo dopo oltre due anni
- BleepingComputer — Microsoft tests new privacy controls for Windows 11 desktop apps